22/10/2015

Mobile Food Photography Tutorial

Quando il cibo è buono da mangiare e bello da fotografare

Una delle correnti più diffuse e aprezzate in fatto di fotografia mobile, è senza dubbio quella del food. Da Instagram a EyeEm, da Steller a Twenty20, sono ormai migliaia le foto pubblicate ogni giorno che ritraggono colazioni appetitose, pranzi succulenti e dessert invitanti.

Se fino a pochissimo tempo fa, per prendere ispirazione su dove andare a cena o cosa preparare a casa ci si affidava a ricettari, riviste specializzate e blog di settore, adesso basta scorrere la homepage di una qualsiasi piattaforma di photosharing. A risaltare maggiormente in questo mare magnum di scatti, sono quelle foto create con un pizzico di accortezza in più da coloro i quali hanno ormai un occhio allenato per un certo tipo di composizioni, ma se siete ancora alle prime armi e volete migliorare la vostra tecnica, non avete nulla da temere: ecco tre macro regole semplicissime per ottenere degli scatti piacevoli e appetitosi.

La luce

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Foto di Rosella Degori

La luce è la componente essenziale per la riuscita di una buona foto, che si tratti di food, portrait o street photography. Posto che, scattando da mobile, l’unico strumento a nostra disposizione è lo smartphone, la luce naturale sarà l’unica fonte di illuminazione per i nostri scatti. In mancanza di questa, evitiamo di scattare qualsiasi tipo di foto: meglio uno scatto in meno che uno sgranato, sfocato e con dominanti giallo/rosse. Se abbiamo appena preparato un piatto a casa, posizionamolo in una stanza luminosa o accanto a una finestra; stessa cosa se ci troviamo fuori in un caffè: chiediamo un tavolo vicino alle finestre o spostiamoci verso la luce naturale solo per scattare la foto. Potremo poi modularla in base al nostro stile: soffusa per un’atmosfera più delicata, o con giochi di chiaroscuro per un feel più grafico e drammatico.

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La composizione

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Il passo successivo è l’allestimento di una composizione d’effetto, che guidi l’occhio dello spettatore verso l’elemento a cui vogliamo dare particolare risalto. Una regola molto semplice da seguire – che sta alla base della composizione fotografica in generale – è la regola dei terzi, ovvero la divisione dell’inquadratura in nove riquadri, attraverso la tracciatura di una griglia composta da due linee orizzontali e due verticali.

Una volta visualizzata questa griglia, posizioneremo il soggetto lungo una delle sue linee, considerando il fatto che l’occhio umano si focalizzerà proprio su una zona attraversata da queste linee. Naturalmente non si tratta di una regola obbligatoria – sta poi a ognuno di noi stabilire se e come seguirla, contando soprattutto sull’intuito, e quanto sia allenato il nostro occhio. Detto cio’, non resta che decidere se fotografare il piatto dall’alto o da un punto di vista più inclinato: la prima opzione renderà la composizione più pulita e geometrica, mentre con la seconda, si otterrà un effetto più intimo e morbido – l’importante è che il tutto risulti armonico e piacevole alla vista.

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Stile e contesto

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Un altro fattore cruciale per creare un’immagine efficace, è l’emozione e il senso da dare allo scatto, che dovrà rispecchiare la nostra personalità e che va di pari passo con la composizione dell’inquadratura. Styling e contesto della scena sono infatti la ciliegina sulla torta che renderà la foto unica.

Adoperiamo quindi uno sfondo che si armonizzi con il nostro piatto, scegliamo elementi di contorno che diano forza alla storia che vogliamo raccontare, un certo tipo di editing che metta in risalto lo spettro cromatico dell’immagine (toni caldi in autunno, ambienti luminosi d’estate, tonalità pastello in primavera e chiaroscuri d’inverno) e, soprattutto, miriamo a rendere l’insieme armonioso e naturale, inserendo nell’inquadratura qualcosa di imperfetto e “stonato” – briciole, ingredienti posti “casualmente”, i residui degli stessi che abbiamo utilizzato durante la preparazione del piatto. Ci si può quindi sbizzarrire con libri, fiori freschi, posate antiche, superfici rustiche, frutta di stagione, tè/caffè sfusi, panni drappeggiati e così via – tutto ciò che in qualche modo richiami la portata al centro della foto.

Altro piccolo suggerimento: fotografiamo il piatto poco dopo averlo assaggiato: l’effetto “vissuto” risulterà più invitante e reale, come se lo spettatore fosse seduto a mangiare lì con noi (anche gli avanzi di un pranzo o una cena possono rendere uno scatto molto affascinante se piatti e posate sono esteticamente interessanti).

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